Ambiente, salute e cucina!

admin

02 febbraio 2017

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Care’s: The Ethical Chef Days

Care’s: The Ethical Chef Days

Vorrei insistere su un argomento che mi sta molto a cuore e che la settimana scorsa ho potuto letteralmente “respirare” grazie alla manifestazione Care’s – The Ethical Chef Days.
Quando si parla di ambiente e di Chef, forse il connubio risulta un pò strano ma non è così.

Partiamo dall’inizio, i cambiamenti climatici di cui siamo spettatori ai nostri tempi coinvolgono l’ambiente in cui viviamo a livello esponenziale. Non solo subiamo grandi danni a discapito della nostra salute a causa dell’inquinamento, spesso dovuto dal “non rispetto” verso il nostro unico pianeta, ma abbiamo inoltre delle perdite enormi anche a livello economico proprio per gli stessi motivi.

Quanto ci costano gli uragani, le alluvioni in ordine di distruzione di beni che poi devono essere ricostruiti?!

Senza andare a ragionare in ordine macrosopico, partiamo dal nostro piccolo…cosa possiamo fare noi quotidianamente per far si che si riducano gli sprechi e si ottenga di conseguenza una vita migliore?

Si può partire da piccole abitudini quotidiane che devono entrare nel nostro comportamento comune. Lo so dire ad un romano di usare i mezzi pubblici per ridurre le emissioni di Co2 nell’aria può sembrare assurdo, specialmente se si abita sulla casilina e si lavora a fiumicino, ma sicuramente cominciare a fare la spesa in modo intelligente, ovvero comprare il necessario per ridurre i possibili sprechi, acquistare carne e pesce poche volte al mese (sapete quanto costa produrre la carne?!), scegliere i prodotti che vale la pena acquistare in termini di qualità e salubrità sono scelte che fanno bene al pianeta ma innanzitutto alla nostra salute.

Il Vice Presidente di Slow Food – Lorenzo Berlendis ha portato alla luce (almeno per me) quanto ci costa in termini di inquinamento lo scarto dei generi alimentari, 1/4 delle emissioni totali di Co2…… ci penso due volte adesso mentre pulisco e creo gli scarti delle verdure che compro!

Ma cosa c’entra tutto questo con gli Chef? E qui entra in gioco la manifestazione a cui ho assistito in questi giorni: Care’s – The ethical chef’s day.
Lo so, è più facile parlare di ambiente, risparmio e qualità di vita se ci troviamo tra le magnifiche ed imponenti Dolomiti, tra boschi, prati e fiumi dove l’acqua e l’aria sono praticamente incontaminate.

Molto più difficile se ne parliamo tra i palazzi, in mezzo al traffico con un inquinamento acustico e dell’aria fuori controllo, ma per un attimo provate ad immaginare…

In questi giorni si è parlato del ruolo degli Chef come persone e professionisti attivi nel lavorare nel rispetto dell’ambiente in cui si vive. Non preoccupatevi non è il solito “trito e ritrito” km0, qui si va oltre.

Essere uno Chef etico significa non solo occuparsi della salubrità del prodotto a favore della salute del nostro cliente, ma essere uno chef che mette in atto delle scelte a favore dell’ambiente in cui vive, valorizzando i prodotti e i produttori del proprio territorio. Rivedere i menù e togliere il tanto amato foie gras, al quale i clienti sono molto affezionati, può sembrare impensabile per qualcuno ma andare contro corrente e crearne una nuova, secondo me è la sfida del domani per i grandi e “piccoli” chef.

“Quello che la natura ci dà” dovrebbe essere lo slogan delle cucine di tutto il mondo, non solo andando a valorizzare i prodotti ma seguendo quello che la natura è in grado di donarci nel posto in cui viviamo riducendo i costi, l’inquinamento, senza forzare quello che non è.

Per carità, come diceva giustamente lo Chef Norbert Niederkofler, se in un piatto ho bisogno di acidità, il lime lo posso anche comprare ma il principio di base deve essere un altro.

Pensate per un attimo se tutti cominciassero a mettere in atto questo pensiero e noi stessi lo riproponessimo nelle nostre case, sarebbe una piccola rivoluzione.

A questo punto qualcuno potrebbe pensare, “Eleonora, hai scoperto l’acqua calda!” ma rispondete a questa domanda:

“Cosa fate voi nel vostro piccolo per attuare quello che è, probabilmente, un pensiero comune e risaputo ma molto spesso mai messo veramente in atto?”.

Qui non si parla di fare tali scelte per i nostri figli ma già per noi stessi.
Senza parlare poi dei benefici in termini di salute che ne deriverebbero.

Il Dott. Paolo Toniolo (ordinario di Ostetricia e Ginecologia e Medicina ambientale presso la New York University) presente alla manifestazione, consigliava di evitare di comprare prodotti contenenti più di 3 ingredienti sull’etichetta e di non aggiungere chimica alla chimica, ovvero unire più ingredienti con conservanti e trasformazioni chimiche che vanno ad accumularsi nel nostro corpo.

Le abitudini quotidiane, specialmente nelle grandi città, “ci uccidono” e non ci aiutano. La frenesia, l’acquisto veloce, per la maggior parte delle volte non ragionato, “autorizzato” dalla GDO, ha appiattito la nostra coscienza.

Lo sforzo è grande, dovremmo barattare un pò di questa comodità con una consapevolezza maggiore.

È fuori discussione che il nostro potere di acquisto sia cambiato e se prima ci rivolgevamo al nostro macellaio di fiducia, adesso ci riversiamo sugli scaffali refrigerati della grande distribuzione pur di risparmiare qualche euro e di rinunciare, per la maggior parte delle volte, a qualità nutrizionale.

Cambiare le proprie abitudini potrebbe anche significare scegliere diversamente i prodotti del nostro consumo quotidiano, riscoprire i legumi, ad esempio, come fonte di proteine (pari se non a volte superiori alla carne) con un costo decisamente inferiore ed una resa maggiore, ci permetterebbero di concederci quella “bella bistecchina” tanto desiderata del nostro macellaio di fiducia, una volta ogni tanto.

Insomma, se pur non ci troviamo in mezzo a valli e boschi incontaminati, proviamo davvero a cambiare qualcosa nel nostro piccolo, cominciamo a volere più bene a noi stessi e al nostro pianeta.

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