Le strategie della nostra scuola di cucina professionale per affrontare la pandemia: intervista a Maria Teresa Meloni

La scuola professionale di cucina A Tavola con lo Chef, accreditata presso la Regione Lazio, certificata ISO 9001:2015, riconosciuta dalla Federazione Italiana Cuochi della Regione Lazio e dalla Confederazione Pasticcieri Italiani, è stata fondata a Roma oltre 30 anni fa. Fin dall’inizio, ha instaurato un forte legame con i propri allievi, creando un clima familiare e supportandoli in ogni fase del loro percorso. Per la prima volta, quest’anno, si è trovata nella difficile condizione di non poter avere un contatto diretto con gli iscritti ai numerosi corsi professionali e amatoriali, ma ha trovato il modo di reagire e trasformare le difficoltà in nuove opportunità.

Per raccontarvi come la scuola ha affrontato le diverse fasi dell’emergenza, quali strategie ha adottato e quali intende adottare per il futuro, riportiamo di seguito l’intervista alla direttrice Maria Teresa Meloni, pubblicata nel numero estivo della rivista Pasticceria Internazionale (Chiriotti Editore).

 

Come avete vissuto la prima fase?

Come tutti, in un primo momento siamo rimasti scioccati dall’improvvisa situazione di emergenza. Si pensava fosse un problema lontano, invece è arrivato a noi, con una forza devastante inimmaginabile. Noi come scuola abbiamo sospeso tutte le lezioni e le attività collaterali (cooking class con stranieri, meeting aziendali, team building). Ci siamo però ripresi subito e attivati in modo da non lasciare soli gli alunni, cercando di mettere in atto strumenti di lavoro da noi ancora poco utilizzati. Insomma, abbiamo cercato di cogliere da un problema un’opportunità.

 

Quali difficoltà avete affrontato?

Il nostro obiettivo era di restare vicino ai nostri allievi dei corsi professionali che, da un giorno all’altro, hanno smesso di frequentare le lezioni giornaliere, vedendo sempre più distante l’obiettivo finale
di conseguire la qualifica professionale. All’inizio, non avendo indicazione dalla Regione, abbiamo coinvolto i docenti per assegnare dei compiti a casa con scadenze bisettimanali. Poi, una volta ricevuto il via libera, abbiamo potuto attivare la formazione a distanza per tutte le materie teoriche, portando avanti il programma.

 

State organizzando videolezioni e corsi online?

Questa attività l’abbiamo orientata soprattutto ai clienti che seguono i corsi amatoriali, utilizzando i canali social della scuola. Abbiamo coinvolto tutti i docenti, che hanno risposto con molto entusiasmo, e organizzato video o dirette dalle loro cucine di casa. Si sono improvvisati cameraman, tecnici del suono e delle luci, coinvolgendo anche i loro familiari per produrre video, ovviamente amatoriali, ma di spessore dal punto di vista dei contenuti. Devo dire che la cosa è molto piaciuta!

Quali strategie andrete ad attuare?

Stiamo rielaborando le attività e l’organizzazione di una giornata tipo, immaginando i flussi delle persone e delle lezioni. Fortunatamente la struttura della scuola ci viene incontro: abbiamo aule molto ampie, nelle quali possiamo garantire il distanziamento sociale. Inoltre, con l’aiuto di telecamere, schermi e microfoni, possiamo pensare ad un maggiore distanziamento unendo aule attigue. Insomma, gli spazi davvero non ci mancano! Ma siamo coscienti che non possiamo fermarci a questo. Stiamo infatti elaborando nuove
strategie e canali per continuare a fare formazione a distanza, in modo strutturato, tecnologico, senza però mai abbandonare quella sensazione di familiarità che da 30 anni contraddistingue il nostro modo di fare scuola.

 

(Fonte: Pasticceria Professionale, n. 320, giugno 2020)

 

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