Alimentazione e prevenzione del tumore al seno: il progetto COS 2

Il modo in cui ci alimentiamo influisce in maniera significativa sul nostro stato di salute. Studi recenti hanno evidenziato che una dieta equilibrata, unita a una moderata attività fisica, può rappresentare un valido strumento di prevenzione anche nella lotta ai tumori.

Dal mese di gennaio al mese di maggio 2019, presso la scuola di cucina A Tavola con lo Chef, sono previsti 5 incontri rivolti alle pazienti volontarie del progetto COS 2, uno studio a cura della Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori, della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS – Università Cattolica del Sacro Cuore e del Servizio Terapie Oncologiche Integrate attivo presso il Centro Integrato di Senologia. Le sessioni, condotte da medici e nutrizionisti con l’apporto di uno chef dedicato, hanno l’obiettivo di fornire strumenti di prevenzione primaria alle donne che presentano un elevato rischio genetico di sviluppare il tumore al seno e alle rispettive famiglie. Un’iniziativa importante, che ci vede partecipi nel promuovere la cultura del cibo sano e della corretta alimentazione, in un’ottica di prevenzione e promozione della salute.

 

A chi si rivolge il progetto COS 2

Il progetto COS 2, avviato nel 2013, è uno studio scientifico su alimentazione, stile di vita e prevenzione dedicato alle donne con mutazione dei geni BRCA, più esposte al rischio di contrarre il tumore al seno.
L’indagine, che finora ha coinvolto quasi 500 partecipanti, prende le mosse da una serie di ricerche che hanno dimostrato come un cambiamento nella dieta, caratterizzato da una maggiore assunzione di cereali integrali, verdure e legumi, oltre che da un basso consumo di proteine animali, “sia in grado di ridurre il peso corporeo e la disponibilità di fattori di crescita tumorali”.

 

Educazione alimentare e linee guida 

All’interno del progetto le partecipanti sono incoraggiate a seguire una dieta mediterranea, con raccomandazioni ad hoc che prevedono una lieve restrizione calorica e una diminuzione delle proteine di origine animale. I 5 incontri divulgativi, in programma presso la scuola A Tavola con lo Chef, includeranno show cooking e pasti conviviali, finalizzati a integrare gli aspetti teorici con elementi dimostrativi e indicazioni sui metodi di preparazione, cottura e consumo degli alimenti.

“L’idea di svolgere gli incontri all’interno di una scuola di cucina rappresenta un valore aggiunto”, spiega il dott. Alessio Filippone, biologo nutrizionista presso il Servizio Terapie Oncologiche Integrate del Centro Integrato di Senologia, “in quanto ci permette di tradurre in azioni dimostrative le raccomandazioni che forniamo alle pazienti. Durante ciascun incontro lo chef elaborerà una decina di ricette, selezionate e realizzate sulla base delle nostre linee guida, che le partecipanti potranno tranquillamente riprodurre a casa. In tal modo potremo fornire loro non solo delle indicazioni teoriche, ma anche delle preziose indicazioni pratiche”.

 

Le evidenze scientifiche a supporto del progetto

Un ulteriore filone di ricerca, attivato dalla Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS – Università Cattolica in collaborazione con l’Università della Tuscia di Viterbo, sembra confermare il legame tra alimentazione e prevenzione. Lo studio, pubblicato sulla rivista “Scientific Reports”, ha evidenziato che la composizione della flora batterica presente nel tessuto mammario, in soggetti predisposti, potrebbe avere un ruolo determinante per lo sviluppo di neoplasie.
“L’intestino sembra collegato direttamente alla mammella mediante un ‘asse’ ancora in fase di studio, che potrebbe essere alla base di un correlazione tra disfunzioni del microbiota intestinale e della mammella”, spiega il dott. Stefano Magno, responsabile del Servizio Terapie Oncologiche Integrate.

“L’ipotesi su cui stiamo lavorando in modo collaborativo”, ribadisce il prof. Riccardo Masetti, direttore del Centro Integrato di Senologia, “è che, attraverso stili di vita corretti (sana alimentazione, attività fisica, uso corretto di antibiotici e altri agenti farmacologici e non, eventuale integrazione mirata di probiotici) sia possibile favorire il riequilibrio del microbiota con conseguente riduzione del rischio di trasformazione tumorale, prevenendo così almeno un 30-40% dei casi di cancro del seno”.

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